I concetti che probabilmente guidano maggiormente l’attività di Samuele Di Campli sono sperimentazione ed innovazione. L’una a favore dell’altra, nella costante ricerca di nuovi modi, forme e contaminazioni.
Parlando con lui si ha l’impressione di essere spesso nel mezzo tra la precisa organizzazione delle fasi operative del lavoro e quella spinta creativa ed istintiva capace di ribaltare a ragione l’ordine delle cose.
Per Samuele, infatti, la moda non può essere uguale a sé stessa, ma deve trovare la sua naturale evoluzione misurandosi con altri settori, materiali, mani, realtà. Soltanto così è possibile “andare oltre” tutto ciò che è conosciuto, spesso vissuto come un limite alla creatività, e raggiungere un qualcosa di diverso ed innovativo.
Lavorando a questo difficile equilibrio tra realtà e ricerca del nuovo, l’autore della capsule collection INFASHIONAGE – Project Powerled realizzata nell’ambito dell’evento di fine anno dell’Accademia di Moda di Pescara NAMI, ha persino ipotizzato la creazione e l’appartenenza ad una vera e propria corrente artistica dal nome omonimo.
Tecnologia, luce, lavaggi e trattamenti sono al centro della rivisitazione ad opera di Samuele dei classici outfit del workwear Mario De Cecco, accompagnati dalla sua costante ricerca di nuove silhouette che conquistino la scena con originalità e misura.
Sui capi dello stilista compaiono piping luminosi, valvole, ecopelle a contrasto, pannelli fonoassorbenti, bandane in pizzo, quanto di più diverso assieme, per un effetto che colpisce lo spettatore e gli suggerisce, sempre con moderazione, 2, 10, 100, scenari possibili.
